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Salini Impregilo dopo opa

Aggiornamento del 17 luglio 2013:

Ok dell’Antitrust al patto fra Salini e Impregilo: finalmente l’Autority ha dato il via libera al patto tra le due società, in quanto l’Antitrust ha ritenuto che non sussistano le condizioni  di limitazione della concorrenza, in quanto il patto dell’ottobre scorso, firmato per la costruzione di grandi opere e quando ancora non era stata lanciata l’opa, viene considerato parte preliminare della successiva acquisizione da parte del Gruppo Salini e non ha connotazione rilevante ai fini antitrust.

 

Articolo originale:

Novità del dopo opa lanciata dal gruppo Salini  su Impregilo e portata a termine con pieno successo.

La fusione tra Impregilo e il gruppo vincitore dell’opa, Salini Costruzioni, sarà una fusione all’incontrario: 6,45 azioni Impregilo per 1 azione Salini sarà il concambio e  il nuovo gruppo che nascerà  avrà la denominazione di ” Salini Impregilo“.

Entro il settembre prossimo di terranno le assemblee delle due società e il nuovo gruppo dovrebbe prendere il via a tutti gli effetti  entro il mese di gennaio 2014.

La nuova realtà Salini Impregilo rimarrà quotata a Piazza Affari, mentre è stata per ora accantonata l’idea di una duplice quotazione: in un primo momento, infatti, era stata considerata la possibilità di sbarcare anche su un listino estero, ma per ora i vertici hanno deciso di soprassedere.

Il flottante minimo sul listino milanese sarà del 25% delle azioni.

“Crescere, crescere , crescere” è l’impegno di Pietro Salini che ha annunciato anche il nuovo piano industriale 2014-2016 del gigante delle costruzioni che vedrà la luce appena saranno terminati i passaggi necessari alla fusione.

Il gruppo intende assumere 20000 unità di lavoro entro la fine del suddetto piano ed ha inoltre in programma di remunerare gli investitori che crederanno e s’impegneranno nel  progetto con un pay out del 40% e un ritorno azionario del 14%.

Fino ad ora gli investimenti venivano fatti prevalentemente da fondi hedge, mentre per il futuro si vorrebbe invogliare a impiegare nel lungo periodo nella società con la prospettiva di un buon ritorno sull’investimento fatto.

Per il momento non sono previste acquisizioni nel breve periodo, ma Salini non esclude di poter considerare eventuali operazioni straordinarie  con cambi di carta con carta o aumenti di capitale per fare entrare nuovi soci finanziari: in questo caso l’attuale socio di maggioranza sarebbe disposto a scendere anche al disotto della quota del 50%.

Saranno avviate  le dismissioni, previste già in precedenza, di Fisia e Fisia Babcock, nonchè quella riguardante la partecipazione nella Tangenziale Esterna di Milano.

Possibile anche la futura emissione di obbligazioni fino a 500 mlioni di euro, ma per questo occorrerà attendere l’assegnazione di un rating a Salini Impregilo.

Il piano prevede il pareggio della posizione finanziaria nel 2014 e in positivo di 300 milioni nel 2016.

Pur dichiarandosi “prudente”, Piero Salini stima ricavi ammontanti a 7,4 miliardi nel 2016 per la nuova Salini Impregilo post fusione, che, comunque, rafforzerà il core business delle costruzioni, anche se è prevista una riduzione delle attività presenti in Italia.

 

 

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