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Crisi immobiliare e bail in

Riccardo Rovere ed Antonio Gugliemi, analisti a Londra di Mediobanca, hanno ultimamente stilato un report molto preoccupante sulla crisi immobiliare in Italia e le ripercussioni sul sistema bancario italiano.

La crisi ha fatto crollare le compravendite del 26 per cento, nonostante i prezzi abbiano registrato un pesante flessione del 12 per cento.

Ciò implica per il sistema bancario un calo del Core Tier 1, valore del capitale delle banche,  di circa il 18 %: questo comporta necessariamente un’ ulteriore colpo finale alla già esigua erogazione di mutui e prestiti a famiglie e aziende in questa crisi pesantissima e devastatrice d’imprese, posti di lavoro e vite umane.

Già adesso sono pochissimi gli under trenta che accedono a  un mutuo per comprare casa: il 20% dai 25 ai 30 anni e il 7% dai 18 ai 25.

Consideriamo anche la pesantissima mazzata al capitale delle famiglie italiane che è da sempre investito principalmente sull’immobile di abitazione.

Il sistema bancario europeo, alle prese con ristrutturazioni feroci , in quanto è da molto che i costi superano di gran lunga i guadagni, è alla canna del gas dal punto di vista dei profitti e, secondo il Financial Times, neppure questi tagli  di costi e posti di lavoro cambieranno di molto la situazione ormai compromessa.

Nel marzo 2013, con il cosiddetto ” salvataggio ” di Cipro col prelievo forzoso sui conti correnti dei depositanti oltre  i 100.000 euro, la fiducia nei confronti delle  banche in Europa è, di fatto, crollata e gli investitori sono sempre meno propensi a impiegare denaro in azioni, obbligazioni bancarie e depositi che non ritengono, a ragione, più sicuri.

E, se le banche non ricevono denaro dagli investitori, come possono prestarlo, concedere mutui e sostenere questa economia ormai agonizzante?

” Cipro sarà un modello per i futuri salvataggi europei “aveva dichiarato a caldo il presidente dell’Eurogruppo e ministro delle Finanze olandese Jeroen Dijsselbloem che poi si era rimangiato la fatidica frase, affrettandosi a smentire ripetutamente nel corso degli ultimi 3 mesi.

Ma la profezia si è avverata: nei giorni scorsi l’Ecofin ha approvato lo schema per i salvataggi bancari in Europa, il cosiddetto  sistema ” bail in” o “modello cipriota”.

Il cosiddetto “meccanismo unico di risoluzione delle banche” prevede che in caso di bancarotta di un istituto bancario, a mettere i soldi per il bail in siano in un primo momento le banche stesse , ovvero gli azionisti, gli obbligazionisti e poi i titolari dei conti correnti che superano i 100.000 euro di deposito.

In pratica, quando una banca rischia di fallire, gli  investitori dovranno subire una perdita fino all’ 8 % degli attivi totali della stessa, prima che lo Stato Italiano possa intervenire con soldi pubblici.

Angela Merkel ha definito il bail in ” un buon accordo che era necessario”.

Crisi immobiliare, profondissima depressione economica, core tier 1, regolamentazione europea dei fondi monetari net asset value, crollo verticale dei profitti bancari con inutili e dolorosissime ristrutturazioni che non serviranno a nulla…..foschissime nubi si profilano al nostro  povero orizzonte.

Cipro è  già dietro l’angolo.

 

 

 

 

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