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Tobin Tax: notizie aggiornate

Aggiornamento del 18 giugno 2013.

La vicenda Tobin Tax sembra non avere mai fine tra ordini DZPWFRMJ4Y9W , contrordini e cambiamenti: l’ulitima notizia apparsa oggi è che nel Decreto del Fare è stato aggiunto, all’ultimo momento, il rimando al 16 ottobre 2013 per  il versamento che gli intermediari dovranno fare relativamente alla Tobin Tax.

Ho telefonato in banca ma….non ne sapevano nulla.

Mi daranno delucidazioni nei prossimi giorni.

Intanto si naviga a vista e, ad oggi, pago lo 0,12 % sugli acquisti azionari ( e non sulle vendite) che non siano chiusi  con vendita intraday per pari numero di azioni dello stesso titolo di quelle acquistate nella giornata.

Pubblicherò un nuovo aggiornamento quando avrò notizie certe.

Articolo pubblicato febbraio 2013:

Il Ministero del Tesoro ha comunicato gli strumenti finanziari che non saranno soggetti alla Tobin Tax e l’elenco dei titoli azionari esclusi dall’applicazione dell’imposta.

Le società presenti sul listino milanese che si salveranno dalla tassazione sono  in tutto 219, delle quali 183 sono quotate sull’ MTA, il listino più importante della Borsa Italiana, sono quelle che al novembre 2012 avevano una capitalizzazione inferiore ai 500 milioni di euro e gli esperti ritengono che le risorse finaziarie si sposteranno dalle 76 azioni per cui è prevista  l’applicazione della Tobin Tax a quelle esentate, rendendo queste ultime maggiormente liquide.

Ogni anno, a novembre, ci sarà la revisione delle azioni escluse dalla Tobin Tax in base a quanto capitalizzato dalle singole aziende e la Consob dovrà comunicare  il nuovo elenco delle società escluse dall’imposta per i dodici mesi successivi al Ministero del Tesoro che pubblicherà successivamente la lista sul proprio sito.

La tassa non è prevista per gli scambi intraday.

E’ confermato il prelievo dello 0,10 per cento sulle transazioni a partire dal primo giorno di marzo 2013, mentre la tassazione sugli strumenti derivati verrà applicata a partire dal primo giorno di luglio 2013.

E proprio sui derivati ci sono novità: non saranno soggetti alla Tobin Tax i certificati a capitale protetto  e spunta la sorpresa che il calcolo dell’imposta sui bonus è praticamente impossibile da effettuarsi.

I certificati a capitale protetto sono strumenti che consentono di replicare la performance, proteggendo, nello stesso tempo, il capitale investito.

Il decreto informa che gli strumenti derivati saranno soggetti a tassazione solo se il sottostante è costituito per più della metà da indici azionari italiani e da azioni italiane:.

I  certificati a capitale protetto sono solitamente costituiti per l’ 80 per cento da obbligazionario e non distribuiscono cedole e dividendi, riuscendo, in tal modo, a proteggere il capitale.

Saranno comunque soggetti alla Tobin Tax i certificati che hanno come sottostante un indice che ha al suo interno un’ alta percentuale di azioni quotate sul listino italiano e quelli  con sottostante  formato da titoli italiani.

Numerose le critiche al decreto attuativo ministeriale da parte dell’ ACEPI, l’ associazione che riunisce gli emittenti di certificati e  la segretaria generale Giovanna Zanotti lancia l’allarme in particolar modo sui certificati bonus, in quanto l’investitore non può calcolare preventivamente l’importo della Tobin Tax prima di sottoscriverli.

L’ ACEPI ha avanzato proposte alternative e gli esperti criticano anche il fatto che il decreto attuativo della Tobin Tax è stato consultabile per solamente per la durata di un weekend, togliendo di fatto la possibilità agli addetti ai lavori di avanzare controproposte.

Ma che fretta d’imporre la Tobin Tax all’Italia, solerte, come al solito, nel darsi la zappa sui piedi prima di tutti gli altri Paesi aderenti, ad eccezione della Francia dove l ‘imposta si è rivelata un  vero e proprio boomerang e gli scambi azionari si sono paurosamente ridotti senza che la vera speculazione sia in alcun modo colpita, tanto che Hollande sta pensando di rimetterci mano.

Ma…tant’è: facciamo presto e corriamo solerti verso la Tobin Tax e la rovina di quel che resta della Borsa Italiana.

La lista delle azioni non soggette alla Tobin Tax

 

 

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2 Responses to Tobin Tax: notizie aggiornate

  1. la filosofia della Tobin Tax rientra nella più grande strategia che vuole la realizzazione di un megastato orientati al parassitismo burocratico. tutto un europa, dalla germania alla finlandia, è volto a sottrarre il maggior valore aggiunto possibile dalle mani di chi lo produce a vantaggio delle istituzioni – che a loro volta lo impiegheranno per creare posti di lavoro, cioè consenso – in pratica voto di scambio. purtroppo però per ogni “reddito di cittadinanza” ci vogliono l’equivalente di 2 redditi reali, quindi la corsa verso la miseria del continente è inevitabile, e quisto i parassiti d’europa lo sanno, ma a loro non interessa il benessere dei popoli, ma il “WELFARE” cioè le politiche sociali, cioè il voto di scambio, e non c’è un vero e proprio limite verso il basso in questa rincorsa al voto di scambio. tutto quello che vogliono gli euro-parassiti è il potere per il potere

    • Sono d’accordo, anche se sotto la denominazione di Welfare” ci sono tagli a sanità e pensioni…non mi sembra proprio una politica sociale, questa.

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